Come conservare correttamente gli alimenti

I consigli per evitare gli sprechi di cibo in dispensa, in frigo o in freezer

Non tutti sanno che il modo in cui si decide di conservare gli alimenti è alla base di numerosi fattori di rischio per la nostra salute. Se non eseguita in modo corretto, infatti, questa operazione spalanca le porte a diverse tipologie di problemi per il nostro organismo. A tal proposito, la Coldiretti ha stilato un “manuale di sopravvivenza a tavola”, con l’obiettivo di aiutare a garantire l’integrità dei cibi, partendo dal controllo delle date di scadenza. Scopriamo allora come possono essere conservati i cibi più comuni.

Perché conservare in modo corretto carne, pesce e gli altri alimenti?

In primo luogo, bisogna ricordare che conservare in modo ottimale il cibo contribuisce a preservarne le sue caratteristiche e mantenerne anche il gusto per più tempo possibile, ma non solo. Un corretto processo di conservazione, infatti, permette di contenere la proliferazione di microrganismi, i quali sono spesso responsabili di infezioni o altri pericoli per la nostra salute, come le intossicazioni alimentari.

Gusto e proprietà organolettiche: come mantenerli più a lungo

Il primo consiglio, solo apparentemente scontato, è quello di sincerarsi che frigorifero e freezer funzionino correttamente. Spesso, i malfunzionamenti interrompono la catena del freddo e questo rende meno affidabile la conservazione degli alimenti deperibili. Lo sviluppo di cristalli di ghiaccio sull’esterno delle confezioni degli alimenti surgelati o della carne è spia di tale interruzione del freddo: questi alimenti, per sicurezza, non vanno consumati. Importante sarà anche verificare la durata degli alimenti una volta aperte le confezioni. All’interno del frigorifero è necessario eliminare quelli con gli imballaggi già aperti oltre il tempo di sicurezza indicato. Per farlo è necessario controllare la classica dicitura “una volta aperto consumare entro 3 giorni”. Particolari attenzioni vanno, per esempio, per i seguenti alimenti:

  • Latte
  • Succhi di frutta
  • Conserve di pomodoro
  • Cibi sottolio (nel caso in cui non siano interamente coperti d’olio)

È necessario buttare anche omogeneizzati aperti e salumi affettati che presentino segni di ossidazione. Da eliminare anche i prodotti già aperti, se scordati fuori dal frigorifero.

Per quanto riguarda lo yogurt, il campanello d’allarme deve suonare se il suo contenitore si presenta gonfio in modo anomalo: in quel caso va eliminato, perché potrebbero essersi verificate fermentazioni indesiderate.

Per gli alimenti in scatola con confezioni integre, collocati sia fuori che dentro il frigo, vanno sempre verificate le date di scadenza e il periodo consigliato per il consumo.

Frutta e verdura devono essere controllate eliminando i pezzi avariati che poi fanno marcire anche gli altri e, in tal caso, lavate con acqua corrente.

Il portapane deve essere conservato e controllato attentamente: i residui o le briciole possono favorire formiche o scarafaggi. La presenza di insetti come larve o farfalline può riguardare anche le confezioni già aperte di riso o pasta. Verificare, infine, prima di consumarli, che sugli alimenti non si siano sviluppate muffe. Naturalmente, si tratta di consigli legati al buonsenso e alla prudenza. Seguirli potrebbe far evitare fastidiosi problemi per il nostro stomaco.