Mindfulness: benessere attraverso la consapevolezza

Come sentirsi meglio attraverso una maggiore conoscenza del proprio ego

Tutti desiderano raggiungere uno stato di benessere. La pratica del mindfulness promette di raggiungerlo grazie alla consapevolezza di sé, della realtà del presente nel quale si vive, in maniera oggettiva, distaccata, priva di giudizi. Questo risultato si ottiene seguendo particolari tecniche di meditazione, che consentono di approfondire la conoscenza di sé stessi, delle proprie emozioni, dei pensieri e del mondo che ci circonda.

Le origini della mindfulness

Come appare subito evidente, questa pratica affonda le radici nella filosofia buddista, che vede la sofferenza psicologica come una visione distorta ed errata della realtà e la meditazione lo strumento per correggersi, illuminando la propria mente, mostrando a sé stessi che le emozioni, soprattutto quello negative, non sono altro che prodotti della propria mente e che, in quanto tali, possono essere controllati. Guardando sé stessi con distacco è infatti più facile non solo capirsi ma anche accettarsi. Il giudizio e le critiche che troppo spesso ognuno di noi fa a sé stesso tendono a renderci il nostro peggior nemico, facendo insorgere malesseri e disagi.

Perché praticarla?

Normalmente l’emotività contribuisce a rendere più doloroso il rapporto con fatti difficili da accettare, così come con la parte che si considera negativa della quotidianità. Conoscere e accettare questo aspetto di sé permette di controllare il fiume in piena delle sensazioni, contrastandolo con l’oggettività. Con la mindfulness si impara a trasformare il rapporto con il modo di pensare, sentire, amare, lavorare e giocare e, quindi, risvegliare e incarnare più completamente chi si è veramente; in pratica si “abbraccia l’unità profonda che avvolge e permea la propria vita”.

I nove punti fondamentali in campo medico

Sebbene sia nata dalla filosofia buddista, la mindfulness ha presto assunto connotati legati alla salute. Il primo ad applicarla alla pratica medica è stato Jon Kabat-Zinn, biologo e professore americano della School of Medicine dell’Università del Massachusetts, per il quale questa “disciplina” deve basarsi su 9 momenti di consapevolezza:

  1. Mente del principiante, cioè la capacità di vedere le cose “senza filtri e giudizi”, come se fosse la prima volta
  2. Non giudicare
  3. Accettazione
  4. Non sforzarsi, meditare è lasciare che le cose affiorino da sole
  5. Lasciar andare, a cominciare dai pensieri che tendono a monopolizzare le emozioni
  6. Gratitudine
  7. Generosità
  8. Pazienza
  9. Fiducia, cioè fidarsi di avere tutte le risorse necessarie per compiere il proprio cammino

La mindfulness può rivelarsi utile anche in ambito medico-terapeutico, come supporto ai trattamenti medici tradizionali, per favorire il benessere psicologico ed emotivo e per gestire lo stress e le emozioni negative correlate alla vita normale o a eventi traumatici o particolarmente intensi, in particolare dopo l’insorgenza di patologie.