Movimento e motivazione: il collegamento è nel cervello

Current Biology rivela il rapporto tra il movimento del corpo e la nostra motivazione

Ogni essere umano si prefigge degli obiettivi: ma il meccanismo mentale che studia il percorso per raggiungerlo è complesso e, secondo un recente studio sulla rivista Current Biology, esiste un’area del cervello che traduce la motivazione in movimento. Tale percorso pare essere guidato dal desiderio di raggiungere quello che la mente percepisce come un “premio”. In pratica, esistono dei meccanismi cerebrali che fanno sì che ogni azione sia collegata con la spinta motivazionale dovuta al desiderio di raggiungere un obiettivo gratificante, e questo pensiero permette di minimizzare lo sforzo. La scelta dei singoli passi del percorso, invece, non è solo orientata al fine ma viene influenzata da numerosi fattori, cognitivi, psico-sociali e legati alla situazione contingente.

La creazione della strategia richiede un’azione coordinata di varie aree del cervello

Ideare una strategia per portare a termine un compito, anche quello più semplice, richiede la partecipazione e il coordinamento di vaste regioni del cervello, e possono incidere un consistente numero di fattori. Si tratta di un progetto molto complesso e articolato. È necessario che il cervello elabori il tipo di movimento, l’intensità necessaria di forza, l’entità dello sforzo rispetto alle energie a disposizione e così via. Nel cervello, infatti, è presente un’area, il setto laterale, che aiuta nel prendere queste decisioni: in pratica scatta una foto della situazione e la analizza in base sia al tipo di movimento necessario, sia alle informazioni motivazionali. Questi dati vengono integrati tra loro, in modo da migliorare le performance. Il setto laterale pare in relazione con altre due regioni cerebrali collegate alla memoria, alla motivazione e al movimento. Si ritiene che rappresenti un punto di convergenza delle informazioni visuo-spaziali, motorie e motivazionali provenienti dalle altre aree.

Le applicazioni pratiche nello sport

Le nuove conoscenze aprono le porte a numerose applicazioni pratiche, anche nello sport. Tenere a mente l’obiettivo, ad esempio, permette di raggiungerlo in modo più efficace e con meno sforzo. Quando ci si pone davanti a un allenamento, il primo passo da fare è quindi quello di stabilire un obiettivo finale che si ritenga particolarmente gratificante. Per rendere più semplice il percorso, inoltre, potrebbe risultare utile stabilire degli obiettivi secondari, uno per ogni tappa del proprio allenamento.